Approccio G-Local

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In Sintesi

L’ambito locale è forse l’ultima piazza pubblica conosciuta nella nostra società che non sia totalmente mediata e filtrata da qualche algoritmo. Rimanere o diventare un riferimento a livello locale ci consente di poter affrontare sia la primaria sfida di “sopravvivenza” in epoca di lockdown, sia di porre le basi per approcciare alle sfide prossime, a mercati progressivamente più ampi, senza necessariamente essere costretti snaturare le caratteristiche e le peculiarità che ci rendono unici.

“Pensa globalmente, agisci localmente. Pensa strategicamente, agisci tatticamente.”

Peter Druker

Ridisegnare il proprio business sul territorio

Un approccio G-Local (o glocale) si basa sulla convinzione che il fondamento della società in ogni epoca è stata e continua ad essere la comunità locale, l’interazione degli individui, organizzati in gruppi sempre più allargati, presenti su un territorio.

Oltre l’80% dei consumatori utilizza motori di ricerca per effettuare una ricerca in ambito locale. Il dato parla da sé. I vantaggi che questo tipo di ricerca comporta sono talmente evidenti che le ragioni di una diffusione così ampia sono addirittura ovvie. Essere presenti online è un requisito ormai consolidato anche per realtà locali, perché le persone affidano le proprie richieste, le proprie curiosità e le proprie ricerche alla tecnologia digitale e principalmente allo smartphone. Eppure il 50% delle PMI italiane non ha nemmeno un sito web. Se essere vicini e sul territorio è un enorme vantaggio, bisogna imparare a comunicare di essere vicini.

Il punto critico per ogni azienda, a ben vedere,  non è l’assenza di audience, ma la difficoltà di raggiungerla. Le persone sono esposte a così tanti annunci con così tante promesse, che il costo di ingaggio cioè il prezzo della loro attenzione, è divenuto altissimo.

Bisogna ripensare la propria offerta di valore, essere vicino ai propri clienti, proprio come loro hanno bisogno di adeguarsi alle nuove esigenze tecnologiche continuando a parlare la propria lingua. Ci sono dei nuovi bisogni da soddisfare, nuovi Job-to-be done (per dirla con termini cari ai business designer) pur preservando l’essenza “local“.

L’ambito locale è forse l’ultima piazza pubblica conosciuta nella nostra società che non sia totalmente mediata e filtrata da qualche algoritmo. Rimanere o diventare un riferimento a livello locale ci consente di poter affrontare sia la primaria sfida di “sopravvivenza” in epoca di lockdown e non solo, sia di porre le basi per approcciare alle sfide prossime, a mercati progressivamente più ampi, senza necessariamente essere costretti a snaturare le caratteristiche e le peculiarità che ci rendono unici.

Ci sono diverse considerazioni che ci portano ad abbracciare questo approccio e tra queste alcune sono di certo molto rilevanti:

  1. Le nostre attività quotidiane si limitano ad un numero, per quanto cospicuo, comunque minimo rispetto all’infinità delle scelte possibili che il mercato offre.
  1. Gli “scaffali virtuali” si sono allungati all’infinito, ma la stessa cosa non è successa alle nostre giornate che continuano ad essere di  24 ore.
  1. L’informazione digitale non ha più barriere, ma i nostri luoghi e spostamenti sono comunque governati dalle leggi fisiche e costrizioni topografiche. 
  1. La natura sociale dell’uomo si esprime con  il suo bisogno di condividere con altri le proprie esperienze e le proprie emozioni anche e soprattutto personalmente in presenza.
  1. Il mondo “Globale” è costituito da miliardi di elementi “Locali”. Questo chiama gli elementi costitutivi locali ad essere le tessere imprescindibili del  mosaico che siamo tutti chiamati a comporre.

Approccio G-local = Think global, act local.

Il lockdown da pandemia, il cambiamento dei paradigmi, delle abitudini, dei bisogni e dei problemi rende ancor più evidente la necessità per le persone di rapportarsi (anche) con le aziende in modo umano e personale. Possiamo avere praticamente tutto sotto la porta di casa: pasti, spesa, vestiario, tecnologia. Eppure ci manca tanto: sorrisi, sguardi, sensazioni tattili, interazione, percezione degli spazi e la possibilità stessa di vivere la quotidianità. Questa, che oggi percepiamo come mancanza,  costituisce proprio il patrimonio ed il vantaggio per le imprese locali che possono fungere molto naturalmente da riferimento per le persone.

“Con il dispiegarsi della digital disruption e l’accentuarsi del processo di democratizzazione della tecnologia, il fattore umano rappresenterà verosimilmente la principale fonte di vantaggio competitivo in molti settori.”

Retail 4.0 di Giuseppe Stigliano, Philip Kotler

Se sei tra coloro che non vogliono  lasciare che tutto questo vantaggio e patrimonio siano in mano agli ultimi dominatori, e prima di pensare che non hai più nulla di buono tra le mani, datti l’opportunità di intervenire rapidamente sul  modello di Business della tua azienda ed ottenere quello che meriti: la possibilità di disegnare o ridisegnare un business sostenibile e raggiungere dei risultati.

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